Il Castello di Quirra e la leggenda di Donna Violanta

Costruito in cima al monte Cudias in Villaputzu, fu uno dei castelli più potenti di tutta la Sardegna, del quale restano oggi solamente ruderi, che ci fanno immaginare del suo eclatante potere. Edificato per volere dei giudici di Cagliari nella metà del XIII venne a questi presto strappato alla fine dello stesso secolo da Nino di Gallura. Passato nelle mani pisane venne concesso nel 1324 verrà poi concesso agli aragonesi, come la stragrande maggioranza dei castelli sardi d’allora. Nel 1363 il castello passerà nelle mani di Berengario Carroz, conte del Quirra , ma questo in seguito infeudò il castello, contravvenendo alle regole di successione, a donna Violanta. Questo valse una lunga lotta contro il giudicato d’Arborea. Dalla fine del trecento non si parlerà più direttamente del castello, bensì della contea di Quirra, divenuta poi marchesato. Con i Savoia il castello romperà definitivamente i rapporti con i Carroz.

La figura di Berengario Carroz è fortemente legata al castello. Si dice che innamoratosi di Donna Eleonora Manriquez, fece uccidere la moglie, Beatrice d’Arborea, dopo averla accusata di tradimento. Ma certo più emblematica è la figura di Donna Violanta. Diverse le leggende che ad ella si collegano. Una di queste narra che la donna avida e assassina morì cadendo da un dirupo. Aveva nascosto nelle viscere della terra un telaio d’oro. Altra leggenda racconta che il conte di Mandas, innamoratissimo di questa la chiese in sposa. Lei certa che la cosa fosse impossibile, acconsentì ponendo come unico vincolo il fatto che lui la raggiungesse con 4 cavalli e cocchio in cima al monte sul quale si ergeva la struttura. Cosa difficoltosa davvero, visto il territorio accidentato. Il conte vi riuscì, la prelevò dal castello e lei per il malincuore si racconta morì di malincuore in quella strada che ancora è nota con il nome Sa scala de sa Contissa a circa 18 Km da Perdasdefogu. Violanta Carroz era inoltre nota con il nome di Violanta la Sanguinaria. Si narra che invaghitasi di altro uomo che non fosse il marito, avesse sciolto il vincolo con questo, per congiungersi con l’amante. Il parroco che contestò la sua scelta venne fatto impiccare, e il suo cadavere rimase a lungo affisso al castello di San Michele, ad attestare il potere della famiglia. Violanta in realtà morì sola e amareggiata nel 1511 nel convento di San Francesco di Stampace dove si era ritirata.

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