La storia dell’isola di Serpentara

L’isola si allunga da nord a sud per circa 4 km, e il suo nome è certamente dovuto alla sua forma. Punta Porceddus sembra infatti serpeggi sul mare. Di intrigante bellezza due rocce che spuntano dal mare nella zona settentrionale, che prendono il nome di Varaglioni, impassibili guardiani della quiete della disabitata isola. Troneggia al centro dell’isola la Torre di San Luigi. Venne eretta nel XVI sec. per volere dei signori aragonesi, e faceva parte di quelle torri dette gagliarde, presidiate da un Alcade, da quattro soldati, e un artigliere, ed erano inoltre dotate di quattro cannoni di grosso calibro. Il fascino della torre sta certamente nel fatto d’essere dotata di una insolita scala esterna che l’aggira e consente infine l’ingresso. Sconsigliabile forse a chi soffre di vertigini, offre ai piu coraggiosi una eccellente vista. E’ dotata di una cisterna artificiale che però non è alimentata da sorgenti acquifere. Questo rappresentò un pericolo per gli antichi custodi dell’isola che spesso dovettero essere bloccati su quel lembo di terra dal forte maestrale che soffia, o dal mare grosso.

Secondo i documenti che abbiamo avuto la possibilità di rinvenire, risulta probabile che nell’isola, in epoca medievale era presente e diffuso il Falco Eleonorae, vista la sua attitudine a vivere in isolotti e nidificare negli scogli a picco sul mare. Due documenti infatti, uno del 1421 e uno del 1428 fanno esplicito riferimento a Villasimius trattando della nidificazione dei falconi e della relativa caccia reale nel territorio. Il documento fa riferimento esplicito ai luoghi nei quali questi volatili si troverebbero. Fra le altre vengono ciate Cala de Pes (Cala Pira forse) Serpentayra (L’isola di Serpentara) Sent Stheve e Cap Bou ( rispettivamente Santo Stefano e Capo Boi).

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